Perchè

Mauro Pagani
Quando nei mesi scorsi mi sono lasciato scappare con alcuni amici che volevo aprire una piccola etichetta discografica tutti hanno iniziato a rivolgersi a me con la preoccupata premurosità di chi cerca di comunicare con un deficiente. Il più benevolo se l’è cavata con un rituale “ beh, è proprio vero che non si cambia mai, il più serioso mi ha invece preso da parte e chiesto cosa avevo commesso di cosa brutto da scegliermi siffatta autopunizione.

Devo dire che cercare di vendere oggetti che si possono trovare gratuitamente senza alcuna fatica non è impresa da poco, per chiunque. Se non nutrissi un profondo motivato autentico rancore nei confronti dei discografici in genere potrei persino arrivare a provare compassione per loro. Non starei qui a ripetere le mille ragioni che hanno portato a questo disastro; elencarle ripetutamente in questi anni, a volte con spirito cooperativo, a volte con rabbia non è servito a nulla.